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Comune della provincia dell’Ogliastra, compreso nell’XI Comunità montana, con 2331 abitanti (al 2004), posto a 599 m sul livello del mare nella vasta area spopolata tra Tertenia ed Escalaplano. Il territorio comunale, di forma grosso modo quadrata, si estende per 77,73 km² e confina a nord con Ulassai, a est ancora con Ulassai, a sud con Villaputzu e a ovest con Escalaplano. Si tratta di una regione di colline povere di acque e ricoperte di macchia mediterranea, non molto alte ma spesso erte e tagliate in più di un caso da incisioni profonde. I rari corsi d’acqua appartengono in parte al bacino idrico del Rio di Quirra, che scorre a oriente, in parte al Flumineddu, affluente del Flumendosa che forma a ovest del paese un lungo lago artificiale. Le comunicazioni sono assicurate da una strada secondaria che ha origine nei pressi di Ulassai e prosegue poi sino a Escalaplano.

 NATALE IN VETRINA 2017

MODULO DI PARTECIPAZIONE E REGOLAMENTO

PATRIMONIO STORICO-ARISTICO

Il territorio conserva rilevanti testimonianze del periodo nuragico, tra cui i nuraghi Arras, Florentina, S’Orcu, Perduxeddu, Prediargiu,San Pietro, Truncone, Trutturis. Esiste anche un’antica fonte sacra in regione Peddi de Cani. Il tessuto urbanistico conserva ancora il suo assetto tradizionale; lungo le strade, nonostante il profondo rinnovamento edilizio degli ultimi anni, è possibile trovare ancora le case in pietra a più piani del tipo barbaricino. Esistono i significativi resti di una antica chiesa, intitolata a San Sebastiano: l’edificio ha un impianto a tre navate e modalità costruttive preromaniche che fanno pensare a una sua datazione nel secolo X. Recenti restauri ne hanno impedito l’ulteriore degrado e l’hanno trasformata in un suggestivo spazio culturale dove nel periodo estivo si svolgono alcune delle manifestazioni della rassegna Foghesu canta Foghesu, con la quale la Pro Loco intende rilanciare le tradizioni del paese. Altro importante monumento è la chiesa di San Pietro, costruita tra gli inizi del secolo XIX e il 1950. Ha forme di maniera ispirate al Neoclassico, il suo impianto è a una navata e la copertura è a volte a botte. Al suo interno conserva alcune statue lignee del secolo XVIII e qualche pezzo di argenteria del Seicento. Alle porte del paese si apre un vasto Parco comunale, all’interno del quale si possono ammirare numerose varietà vegetali e incontrare mammiferi e volatili della fauna isolana.

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FESTE E TRADIZIONI

Il momento che meglio riflette il patrimonio delle tradizioni popolari è costituito dalla festa di San Salvatore e di San Giovanni Battista, antica sagra le cui origini risalgono al Seicento e che si svolge a metà settembre, protraendosi per quattro giorni. Ha inizio con il trasporto delle statue dei due santi dalla parrocchiale a una chiesetta in località S’enna ‘e Itta con una processione solenne aperta dai fedeli che recano caratteristici ex voto costituiti da due canne incrociate e rivestite di stoffe colorate (su pannu). Durante i riti religiosi viene cantato il rosario in sardo al suono delle launeddas. Dei quattro giorni uno è dedicato agli ospiti (sa dì de sa strangia) e un altro a manifestazioni in onore dei venditori ambulanti (sa dì ‘e is barateddus). In passato molti dei fedeli si recavano alla chiesa del santo in ginocchio e compivano poi tre giri attorno all’edificio