LA CHIESA DI SAN SEBASTIANO

Gioiello di impianto preromanico a tre navate, viene datata dagli studiosi di Storia dell’Arte tra l’800 e l’anno 1000. In origine completamente affrescata, oggi, nelle tre nicchie dell’altare nella navata maggiore sono ancora visibili disegni color ocra, retaggi bizantini come l’Albero della Vita e il monogramma di Costantino. 

NURAGHE S’ORKU ‘E TUERI

Si erge maestoso e solitario sopra uno sperone roccioso, dal quale si domina la vallata di Tremini. Si tratta di un nuraghe complesso, del tipo ad addizione frontale, con una torre più alta (il mastio) e due torri piu basse (del quale rimangono oggi solo le tracce) poste longitudinalmente rispetto al mastio. Al di sotto del nuraghe, alla base dello sperone roccioso, si apre una grotta molto particolare – una grotta-ossario – dove sono stati rinvenuti una trentina di scheletri, in buono stato di conservazione, datati dagli esperti all’età nuragica.

PARCO NATURALE BRUNCU SANTORU

Tutto da scoprire è il Parco Naturale di Bruncu Santoru, con il suo massiccio giacimento di porfido, le piante di alto fusto, le spettacolari calate porfidiche di Perdosu e le singolari diaclasi “Is Breccas” da percorrere per tutta la lunghezza.

CASCATE DI LUESU

Sotto una fortesta  vergine di lecci e carpino nero sorgono, affascinanti e maestose, le cascate di Luesu. La cascata più alta forma alla base una suggestiva piscina, circondata da oleandri  e capel venere.

 

DICALASI IS TAPPARAS

Le singolari diaclasi di Is Tapparas, sono delle spaccature del terreno (breccas in sardo), lunghe circa 280metri da percorrere per tutta la lunghezza, tra ripide discese e altrettante risalite, e dove la temperatura si mantiene costante intorno ai 12°-14° C, quasi una grotta, ma a cielo aperto.

GROTTA DI TUERI

Grotta funeraria nella quale negli anni ’60 sono stati rinvenuti i resti di circa 50 scheletri che gli esami di laboratorio hanno datato all’epoca nuragica. L’esame dei crani ha permesso di stabilire la presenza di 28 individui maschi e 17 femmine mentre i restanti crani risultano indeterminati. Quasi certamente si tratta del luogo della sepoltura della piccola comunità che viveva nel villaggio situato attorno all’omonimo nuraghe.